RODI: UN PIZZICO DI STORIA
Situata nel mar Egeo, l’Isola di Rodi o “isola delle rose” dall’etimologia greca del nome, è l’isola più grande e più orientale dell’arcipelago greco del Dodecaneso, formato da circa duecento tra isole e isolotti. Secondo la leggenda, narrata nelle “Olimpiche” di Pindaro, l’isola nacque dall’unione di Helios con la ninfa oceanina Rodi e le prime città presero i nomi dei loro tre figli.
Storicamente, Rodi è stata occupata nell’ XI secolo dai Dori, che costruirono le tre città più importanti di Rodi (Lindos, Ialyssos e Kameiros); è stata poi conquistata da Alessandro Magno e, dopo la sua morte, fu invasa da Demetrio, figlio di un successore di Alessandro il Grande. Rodi guidata dal generale Politemo riuscì a resistere all’attacco e, per celebrare la vittoria, gli abitanti dell’isola fecero costruire il Colosso di Rodi, in onore al dio Helios, una statua alta 32 metri che permetteva il transito delle navi nel porto di Mandraki, divenuta successivamente una delle sette meraviglie del mondo antico.
Nel 164 a.C. Rodi ha fatto parte dell'impero Romano e più tardi di quello Bizantino. Dopo la caduta dell’Impero Bizantino, Rodi è stata dominio, per 5 lunghi secoli, di quello Ottomano. Agli inizi del ventesimo secolo, dopo la fine della prima guerra mondiale, l’arcipelago divenne parte del Regno d ‘Italia che, dopo dieci anni, affidò il governatorato a Mario Lago, il quale cominciò a restaurare numerose opere monumentali e a costruire infrastrutture ed edifici pubblici tra cui scuole, ospedali, ecc.
Nel 1947, dopo la seconda Guerra Mondiale, con i trattati di Parigi, l’Italia fu costretta a cedere il Dodecaneso alla Grecia. Da visitare a Rodi la città medievale,
l’Ospedale dei Cavalieri e la Via dei Cavalieri che ospita gli alberghi delle Lingue e il Palazzo del Gran Maestro con la Chiesa di San Giovanni oggi distrutta.
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